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| Cooperazione Internazionale:
un riconoscimento all'Italia ed al PDHL Cuba |
L'Amministratore Generale del PNUD (Programma delle Nazioni
Unite per lo Sviluppo), sig. Malloch Brown, il 24 gennaio
scorso ha presentato agli Ambasciatori di tutti i paesi
membri dell' Assemblea Generale dell'ONU la situazione
attuale dell'organizzazione, le strategie future e le
modalitá preferibili per un approccio di Sviluppo Umano
sostenibile.
Il PNUD, che è l'agenzia col piú ampio mandato nella promozione
di politiche e strumenti per lo sviluppo sociale ed economico,
ha presentato in questa riunione le sue prospettive, con
il fine di ricevere a sua volta indicazioni ed orientamenti.
Nel suo discorso, I'Amministratore, pur ricordando la
necessità di incrementare la disponibilità di risorse
finanziarie, ha sottolineto che la credibilitá e l'efficacia
delle strategie e delle proposte operative sono i fattori
determinanti per ottenere i risultati sperati:
"…Possiamo valorizzare la nostra collaborazione nei
settori in cui ci è riconosciuta una competenza qualificata;
ed è in particolare nel campo del dialogo sulle politiche
di sviluppo istituzionale che registriamo una crescente
richiesta per i nostri servizi.
Ci sono giá molte iniziative in questo ambito, sicché
non é questione di inventarne di nuove. Si tratta piuttosto
di attualizzare il carattere e la strategia della nostra
proposta".
Il sig. Malloch Brown ha messo in risalto la necessità
di collegare gli interventi ai processi di sviluppo e
di concepire i progetti come applicazione di idee e di
strumenti necessari per sostenere tali dinamiche; una
sfida in cui tutti i paesi sono impegnati:
"...Noi riteniamo che un progetto debba mirare alla
genesi di politiche, sviluppando specifiche iniziative
collegate a progetti pilota per verificare l`applicabilità
di una nuova ipotesi; questa è la prospettiva per ottenere
il massimo impatto; e del resto, é questo il modo in cui
molti paesi già utilizzano la nostra competenza".
In questo contesto, l'Amministatore del PNUD ha citato
come nel 'Programma di Sviluppo Umano a Livello Locale
(PDHL) Cuba' si promuova una strategia pragmatica, capace
di collegare grandi tematiche - come il decentramento,
la sostenibilità dei servizi e lo sviluppo socio-economico
- ad iniziative concrete, nate dall`interscambio di esperienze
tra comunitá locali italiane e cubane:
"…Non si tratta di scegliere tra govemabilità e lotta
alla povertà. Per esempio, credo sia significativo l'esempio
di Cuba, che ha raggiunto un livello relativamente alto
di sviluppo umano ma che, al tempo stesso, é stata fortemente
colpita dalla crisi economica (derivante dal blocco economico
internazionale imposto dagli Stati Uniti e dal collasso
dei paesi dell'Europa dell'Est - ndr)".
Guardiamo alla partnership esistente tra Cuba, l'UNDP
e alcuni governi locali in Italia: certi modelli organizzativi
dei sistemi comunali italiani sono stati analizzati nei
municipi cubani, per rafforzarne la funzionalità e appoggiare
così le decisioni sul decentramento e l'organizzazione
dei servizi di base.
Si tratta, cioè, di promuovere politiche di sviluppo e
di sviluppo istituzionale.'
Da questo interscambio tra città sono nati effettivamente
'progetti - laboratorio' utili per generare prosposte
innovative in termini di strumenti e servizi.
Un'opportunità di incontro che la cooperazione internazionale
ha rappresentato e rappresenta per le comunità locali
cubane ed europee interessate ad esercitare una funzione
attiva tra i grandi impegni sottoscritti dai governi nelle
Conferenze delle Nazioni Unite (da quella di Rio a quella
di Pechino) e le 'pratiche' che poi si sviluppano nei
diversi paesi, sia a livello nazionale, sia in ambito
decentrato.
Crediamo che questo riconoscimento sia diretto prima di
tutto alle piú di 200 associazioni, agli 80 comuni, alle
4 provincie e alle 6 regioni che hanno saputo far valere
il proprio ruolo mobilitatando, organizzando e coordinando
le migliorl esperienze dei rispettivi territori, in collegamento
con il quadro di riferimento programmatico e gestionale
del PDHLCuba.
Si tratta anche di un riconoscimento al lavoro delle ONG
che hanno saputo porsi al servizio degli attori sociali
ed economici del proprio territorio, promuovendo e orientando
a livello internazionale la loro esperienza di programmi
di cooperazione.,con il fine di ccordinare i rispettivi
sforzi .
Infine, è un apprezzamento per i primi passi di una strategia
basata sul collegamento tra territori e sulla continuitá
tra le fasi di partecipazione, programmazione ed esecuzione
dei progetti, piuttosto che sul 'progettismo' e sugli
'interventi a pioggia'.
Un paradigma che coglie nella cooperazione un'opportunitá
di dialogo ed uno strumento per operare - nel rispetto
delle differenze - a supporto delle dinamiche di Sviluppo
Umano nel nord e nel sud del mondo.
Questa è la partnership che le Nazioni Unite considerano
piú efficacie per contribuire, in misura determinante,
al sostegno dei processi democratici e che permette di
far emergere e far pesare il ruolo attivo e dinamico che
le comunità locali possono svolgere sulle grandi questioni
dello sviluppo, le cui conseguenze - positive o negative
- si riflettono direttamente nella qualità della vita
dei cittadini in ogni parte del pianeta. |
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